LINGUAGGIO
LINGUAGGIO
“La lingua è un’impronta, l’impronta maggiore della
nostra condizione umana”.
(Octavio Paz)
IL LINGUAGGIO
è lo strumento principale di comunicazione. L’insieme dei suoni, gesti e codici che permettono non solo agli essere umani, ma anche agli animali di scambiare informazioni ed interagire
L’homo sapiens: sviluppato linguaggi basati su una serie di codici simbolici astratti: alfabeto
simboli o segni: (suoni per la lingua parlata, immagini per la lingua scritta) = significanti (rimandano ad un concetto, che è il loro significato)
APE = SIGNIFICANTE
SIGNIFICATO
IL LINGUAGGIO
linguaggi umani caratterizzati da:
-arbitrarietà: sistemi convenzionali, basati su accordi tra coloro che comunicano
-produttività: è consentito introdurre nuovi simboli e rinnovare il linguaggio in maniera creativa
IL LINGUAGGIO
La fisiologia del linguaggio umano
LARINGE
Più bassa
Area di Broca e
Area di Wernicke
Linguaggio Umano
insieme di parole che, unite tra loro sulla base di regole grammaticali, formano frasi dotate di senso che trasmettono dei significati
Which area processes speech production?
Occipital lobe
Wernicke's area
Cerebellum
Broca's area
What does Wernicke's area manage?
Language comprehension
Motor control
Emotional responses
Vision
Where is Broca's area located?
Parietal lobe
Temporal lobe
Occipital lobe
Frontal lobe
IL LINGUAGGIO
studio del linguaggio
Scienza Linguistica
oggetto di studio: linguaggio
si divide in diverse branche:
fonetica: studio dei suoni utilizzati nelle diverse lingue
morfologia: studio degli elementi che compongono le parole e il modo in cui si formano
sintassi: si occupa delle regole che guidano la formazione delle frasi
semantica: studia il significato di parole e frasi e il rapporto tra significante e significato
Neurolinguistica: lo studio delle basi anatomiche e fisiologiche del linguaggio
Psicolinguistica: studia il linguaggio dal punto di vista della sua produzione e della sua comprensione, del suo sviluppo dalla nascita all’età adulta e delle patologie che lo coinvolgono.
IL LINGUAGGIO
Gli elementi costitutivi
Linguaggio verbale: strutturato su livelli gerarchici
FONI: suoni linguistici emessi dall’uomo per parlare
FONEMI: unità minime sonore (di SIGNIFICANTE) «segmento fonico-acustico non suscettibile di ulteriore segmentazione» (dizionario Treccani)
suoni di una determinata lingua che contribuiscono a formare significati distinti; hanno, pertanto, una funzione distintiva.
ES: /’cara/ e /’bara/. /c/ e /b/ sono due fonemi, in quanto modificano il significato della parola. Due parole che differiscono
per un solo fonema formano una coppia minima. I fonemi sono tali quando riescono a creare almeno una coppia minima.
NON SONO LE LETTERE DELL’ALFABETO! Italiano: circa 30 fonemi
I fonemi si combinano tra loro per formare sillabe e parole
MORFEMI: unità minime di SIGNIFICATO; le parole intere, ma anche parti di parole come i prefissi (Morfema messo davanti alla radice o al tema per precisarne, modificarne o capovolgerne il significato: di-scendere rispetto a scendere; ri-conoscere rispetto a conoscere; s-fatto rispetto a fatto; im-morale rispetto a morale.) o suffissi (Elemento morfologico ( morfema ) che si aggiunge a quello radicale ( semantema ) di una parola, per specializzarne il valore: per es. in trasportatore, trasporta- è il semantema comune al verbo trasportare, -tore è il suffisso che lo specializza come nome d’agente) in quanto possiedono un significato
- Intera parola: io, tu, gnu
- Parte di una parola: cane => i morfemi sono due: can+e (maschile singolare) così come cani: can + i(maschile plurale)
i morfemi si combinano tra loro per formare le PAROLE - FRASI -DISCORSO-TESTO SCRITTO
Non è sufficiente conoscere il significato delle parole per comprendere una frase, occorre tener conto della
sintassi = la struttura della frase. I diversi modi in cui i codici dei linguaggi si uniscono tra loro per formare una proposizione.
contesto: è un elemento fondamentale per la produzione e comprensione degli enunciati
contesto extralinguistico: l’insieme dei diversi fattori che costituiscono la situazione in cui avviene il discorso (conoscenze di base sull’argomento, informazioni sulle persone coinvolte, il luogo in cui avviene la conversazione)
parole omonime (gru)
IL LINGUAGGIO
Gli elementi costitutivi
IL LINGUAGGIO
Sviluppo del linguaggio
6-7mesi
Nascita
9 mesi
10-12 mesi
12 mesi
in grado di distinguere tutti i fonemi
Lallazione canonica (babbling): riproduzione sequenze consonante-vocale (es. mamamama
Gesti precursori del linguaggio (es. indicare un oggetto col dito)
Lallazione variata = sequenze più complesse come mapa, daba, ecc.
Protoparole: livello più alto nel periodo prelinguistico
IL LINGUAGGIO
Sviluppo del linguaggio
18-24 mesi
12-18 mesi
24-30 mesi
2-6 anni
2-6 anni
Olofrasi: una parola che sta ad indicare tutta la frase (es. pappa, palla, nanna)
Frasi binarie: due parole (es.
mamma+nanna, papà+palla, nonna+nanna)
Frasi telegrafiche: tre o più parole ma senza connettivi (come i telegrammi)
Miglioramento del linguaggio, ampliamento del vocabolario
Iper-regolarizzazione: regole grammaticali applicate anche per eccezioni (es. aprito, diti)
IL LINGUAGGIO
Lo sviluppo pragmatico
Lo sviluppo linguistico nel contesto sociale culturale
Un processo molto complesso che implica:
Comprensione del contesto
Un certo grado di mentalizzazione (Per mentalizzazione si intende un'attività mentale immaginativa che porta a percepire e interpretare i comportamenti propri e altrui come il risultato di stati mentali interni e intenzionali e cioè come il risultato di desideri, credenze, aspettative, bisogni, obiettivi e sentimenti).
IL LINGUAGGIO
Teorie sull’acquisizione del linguaggio
Teoria empiristica di Skinner
Teoria innatista di Chomsky
Teoria interazionista di Piaget
Teoria funzionalista di Vygoskij
IL LINGUAGGIO
Teorie sull’acquisizione del linguaggio
Il linguaggio secondo gli empiristi
Le lingue sono in realtà così diverse fra loro che è difficile individuare delle proprietà condivise, possiamo individuare solo delle tendenze;
I bambini non apprendono la grammatica allo stesso modo. Infatti le persone differiscono considerevolmente rispetto a quanto conoscono la grammatica della propria lingua nativa;
Non tutti i bambini apprendono il linguaggio velocemente e senza sforzo, e anche l’età di acquisizione non è la stessa per tutti;
Il linguaggio non è affatto indipendente dalle esperienze individuali: gli studi hanno dimostrato che le abilità linguistiche sono considerevolmente influenzate dai fattori ambientali e dalle esperienze particolare di ciascun individuo;
I bambini sono in grado di estrarre le regolarità presenti negli stimoli linguistici e utilizzarle per creare delle regole generali attraverso un processo di generalizzazione.
Generalizzazione: si intende la capacità di trarre delle conclusioni generali a partire da casi particolari. Facciamo un esempio: da bambini abbiamo imparato che i cani hanno determinate caratteristiche e da allora siamo sempre in grado di riconoscere un cane quando ne vediamo uno. Tuttavia nessuno di noi ha visto tutti i cani del pianeta, abbiamo visto solo alcuni esempi e sulla base di questi abbiamo estratto le caratteristiche comuni a tutti i cani. Seguendo lo stesso principio, attraverso gli stimoli linguistici che ci vengono forniti da bambini siamo in grado di dedurre delle regole generali, anche se queste non ci vengono spiegate in modo esplicito.
IL LINGUAGGIO
Teoria empiristica di Skinner
Bambino = passivo nell’acquisizione del linguaggio - Ambiente influenza (socializzazione fondamentale)
Processo stimolo-risposta
Il bambino imita gli adulti e viene aiutato da loro nell’apprendimento attraverso RINFORZI o PUNIZIONI
Critiche:
❑ Non spiega perché il bambino impara così velocemente e bene il linguaggio spesso utilizzato male dagli adulti
❑ Non spiega perché il bambino pronunci frasi che non ha mai sentito prima
IL LINGUAGGIO
Teorie sull’acquisizione del linguaggio
Il linguaggio secondo gli innatismi
Grammatica Universale
Universali linguistici: tutte le lingue sono simili, cioè condividono certe proprietà fondamentali;
Convergenza: i bambini esposti alla stessa lingua nativa apprendono la grammatica nello stesso modo pur essendo esposti a stimoli linguistici diversi;
Facilità, velocità e uniformità dell’apprendimento: i bambini apprendono il linguaggio rapidamente e senza sforzo, passando per le stesse fasi dell’apprendimento.
Effetti della maturazione: il linguaggio si sviluppa seguendo delle tappe determinate biologicamente e non è influenzato da fattori ambientali;
Povertà dello stimolo: i bambini acquisiscono delle conoscenze sul linguaggio di cui non c’è traccia negli stimoli linguistici. Ad esempio, sappiamo che in italiano non si può associare un nome singolare con un verbo plurale, come nella frase “Francesco corrono”. Espressioni di questo genere, proprio perché grammaticalmente scorrette, non vengono utilizzate nelle conversazioni e quindi non vengono percepite dai bambini durante l’apprendimento del linguaggio. Eppure sappiamo che sono sbagliate. Secondo gli innatisti, questo fenomeno prova l’esistenza di proprietà universali del linguaggio che sono codificate nel nostro cervello.
IL LINGUAGGIO
Teoria innatista di Chomsky
Il bambino ha già un programma di acquisizione chiamato Language Acquisition Device (LAD)
Dispositivo innato con una grammatica universale, Il bambino è attivo nel processo di acquisizione del linguaggio
Critiche:
Se il linguaggio è innato, allora perché il bambino non impara a parlare da solo
Se il linguaggio è una facoltà innata della mente, allora perché non esiste un solo linguaggio
IL LINGUAGGIO
Teoria interazionista di Piaget
SVILUPPO COGNITIVO
ACQUISIZIONE LINGUAGGIO
Piaget: il linguaggio è una conquista della transizione dall’intelligenza sensomotoria a quella rappresentativa.
IL LINGUAGGIO
Teoria funzionalista di Vygotskij
Il bambino impara il linguaggio per stare nel mondo e per interagire e agire all’interno di esso
FUNZIONE SOCIALE DEL LINGUAGGIO
il pensiero e il linguaggio seguono due linee di sviluppo differenti. Il linguaggio si sviluppa nel bambino per una funzione di utilità sociale e solamente dopo diventa un linguaggio interno
Quando il linguaggio diventa interiore il bambino lo utilizza per sviluppare il pensiero.
IL LINGUAGGIO
I principali disturbi del linguaggio
Tre categorie
Disturbi centrali: causati da afasie, danni nell’area di Broca e/o nell’area di Wernicke
Area di Broca: difficoltà di parlare, usare le parole appropriate e nella sintassi. Omissione di elementi funzionali alla frase come le proposizioni o gli articoli. Lentezza nel parlare e incertezza nell’articolazione dei suoni
Area di Wernicke: parla in modo fluido ma usa termini inappropriati o privi di senso. Le frasi non hanno un senso e i problemi riguardano anche la comprensione verbale, presentando un deficit a livello del significato delle parole. ( non sono consapevoli della loro malattia)
Disturbi della produzione non causati da danni cerebrali (es. balbuzie)
IL LINGUAGGIO
I principali disturbi del linguaggio
Tre categorie
Disturbi specifici dell’apprendimento: disturbi dello sviluppo che implicano difficoltà ad apprendere alcune abilità insegnate nei primi anni di scuola come la lettura, la scrittura, il calcolo
disturbi funzionali: dovuti ad una particolare architettura neuropsicologica nel soggetto che implica difficoltà nell’acquisizione e nella stabilizzazione di alcuni processi di identificazione e di produzione delle parole scritte e parlate e dei numeri
dislessia: disturbo specifico che si manifesta nella difficoltà ad imparare a leggere
disgrafia: disturbo specifico che si manifesta nella difficoltà della realizzazione grafica del testo scritto, riprodurre le lettere.
disortografia: disturbo specifico che si manifesta come difficoltà a scrivere. Fa fatica a scrivere le parole che sente
discalculia: disturbo specifico che si manifesta come difficoltà negli automatismi del calcolo o ragionamento con i numeri
Comunicazione
definizione e sviluppo
comunicare = mettere in comune, condividere informazioni, pensieri emozioni
predisposizione genetica= neonati preferenza per le interazioni sociali
il bambino alla nascita dispone di sistemi di segnalazione che attiva in maniera inconsapevole, a seconda delle proprie necessità biologiche e a cui l’adulto è predisposto a rispondere
comunicazione non verbale comunicazione verbale
sistema di ingaggio sociale
effetti non intenzionali su ricevente
atti comunicativi finalizzati ad uno scopo
impara a parlare
gli aspetti pragmatici fanno la loro comparsa prima delle abilità linguistiche
pragmatico, si occupa degli effetti della comunicazione sui parlanti, ovvero dell’influenza che questa esercita sul loro comportamento e non tanto sulle loro conoscenze.
Comunicazione
forme della comunicazione
comunichiamo ogni volta che entriamo in contatto e ci relazioniamo con gli altri
VERBALE
NON VERBALE
espressione del viso
gesti
modo di vestire, i nostri comportamenti trasmettono messaggi
intenzionali e anche inconsapevoli
segnali paralinguistici e prosodici (qualità della voce, volume e vocalizzazione - pause, colpi di tosse, riso, pianto….)
mimica facciale: movimenti dei muscoli facciali che veicolano significati affettivi, emozioni…
comportamento spaziale: gesti, postura, posizione del corpo, distanza tra i parlanti
L’aspetto o l’immagine esteriore: abbigliamento, acconciatura, trucco e artefatti che decorano il corpo
Edward Hall (1914-2009) ogni individuo percepisce quattro zone di distanza progressiva tra se stesso e gli altri:
intima
personale (un metro, un metro e mezzo)
sociale quella che occupa un gruppo che comunica o l’oratore separato dal suo pubblico
La comunicazione interpersonale, in particolare i rimandi ricevuti dagli altri facilitano il riconoscimento di sé e modellano la formazione dell’individuo
La competenza comunicativa: è ciò che consente di usare in maniera efficace la lingua, di sapere esprimere le proprie intenzioni e interpretare correttamente quelle altrui
La competenza linguistica: padronanza del codice linguistico livello sintattico e semantico
Comunicazione
forme della comunicazione
Comunicazione
Modelli
comunicazione lineare: comunicazione come una trasmissione lineare di informazioni da una fonte a un destinatario
comunicazione unidirezionale
FONTE
il luogo in cui si origina il messaggio
Mente di chi parla
EMITTENTE
chi lo trasmette e lo codifica
apparato vocale
RICEVENTE
apparato uditivo
DESTINATARIO
Mente di chi ascolta
RUMORE: qualsiasi interferenza nella trasmissione che influenza la decodifica - comprensione del messaggio
RUMORE PSICOLOGICO: dato dagli stati mentali degli interlocutori (sentimenti e pensieri)
Comunicazione
Modelli
NON SI PUO’ NON COMUNICARE
canali attraverso cui si trasmette informazioni:
canale visivo- cinesico: grazie alla vista permette di percepire i movimenti dell’interlocutore (espressioni facciali, gesti..)
canale motorio-tattile: si attiva con il contatto fisico e percezione tattile (stretta di mano, carezze)
canale chimico-olfattivo: attraverso il quale si trasmettono odori
Comunicazione
Modelli
comunicazione circolare: comunicazione è una interazione tra tutti i partecipanti che si influenzano a vicenda
Scuola di Palo Alto
bi-direzionalità
EMITTENTE
mentre ascolta invia messaggi= feedback retroazione (trasmesso con segnali non verbali)
RICEVENTE
CONTESTO
Il luogo dove nasce la comunicazione e dal quale non si può prescindere per interpretarla
il significato di una comunicazione dipende dal contesto nel quale si verifica
esterno
interno: idee , sentimenti ed esperienze personali
Comunicazione
Funzioni della comunicazione
scopi di una comunicazione:
funzione fatica: messaggi che hanno l’obiettivo di instaurare, stabilire, prolungare o interrompere un contatto tra gli interlocutori (incontro sguardi o saluti)
funzione referenziale o informativa: relativa alla trasmissione di informazioni, dati e conoscenze
funzione espressiva o emotiva: consiste nella trasmissione degli stati d’animo e degli atteggiamenti dell’emittente e può essere più o meno intenzionale
funzione conativa: messaggi volti ad influenzare il comportamento del destinatario
funzione metalinguistica: riflessione sulla lingua stessa
funzione poetica o estetica: messaggio viene contemplato per i suoi aspetti formali anche se il suo contenuto risulta ambiguo o di difficile comprensione
Comunicazione
pragmatica della comunicazione
gli effetti della comunicazione sul comportamento delle persone che interagiscono
scuola di Palo Alto 1967
5 assiomi (principi basilari) della comunicazione
Non si può non comunicare: qualsiasi comportamento ha valore di messaggio. Qualsiasi comportamento è comunicazione
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione: contenuto=dati che trasmettiamo, l’aspetto di relazione= sfumature (intonazione) che forniscono informazioni su come i dati vanno interpretati. Precisa il tipo di relazione tra gli interlocutori
La natura di una relazione dipende dall’ordine (punteggiatura) delle sequenze di comunicazione tra soggetti: Sebbene ls comunicazione sia bi-direzionale gli interlocutori tendono definire la loro relazione secondo attribuzioni di causa-effetto nell’ordine sequenziale dei loro scambi comunicativi
Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico sia con quello analogico: modulo numerico=linguaggio verbale, modulo analogico=comunicazione non verbale. Corpo e comportamento trasmettono messaggi non verbali che completano, sostengono e rafforzano ciò che viene detto o lo contraddicono
Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari a seconda che siano basati sull’uguaglianza o la differenza: simmetrica=individui di pari livello e comportamenti reciproci (rapporto di coppia, amici..) assimetrico=un individuo occupa una posizione di superiorità e comunica in modo diverso e complementare all’altro (madre-bambini, insegnante-allievo)